Solidarietà


Charity in the World Onlus

"No Water No Life"

L'Associazione Charity in the World Onlus nasce dalla volontà di Raffaele Brattoli l'ultramaratoneta che corre per la solidarietà. Sportivo da sempre, Raffaele ha affrontato le sfide più impegnative ed estreme del mondo.


Tuttavia, la sfida più importante, voluta insieme ad alcuni amici (Ivana, Giorgio, Gianfranco, Alberto, Paolo e Tullio) accomunati dalla passione sportiva e da un animo filantropico, è a favore della beneficienza.


A partire dallo scorso Settembre, è cominciata l'avventura della Charity in the World Onlus, un'associazione No Profit che opererà su scala internazionale e che si propone di ideare e realizzare progetti a favore delle persone che vivono in situazioni disagiate.


L'attenzione del nostro gruppo, oltre ad essere rivolto verso la disabilità e le malattie oculistiche che colpiscono soprattutto i primi anni di vita portando totale cecità, avrà come obiettivo primario quello di raccogliere fondi per la costruzione di pozzi d'acqua potabile nel continente Africano nel tentativo di migliorare così le condizioni dei "poveri pi poveri" del mondo. Migliaia di bambini etiopi ogni giorno si ammalano e muoiono bevendo acqua inquinata. Per vivere hanno un estremo bisogno anche di noi ... "No water, no life" .


Charity in the World Onlus e White Marble Marathon

Dona la cauzione del tuo chip alla charity in the world per il progetto "no water no life". Con il tuo contributo daremo una speranza di vita costruendo un'altro pozzo della charity in the world in Africa



Sito Internet: www.charityintheworld.com
Facebook: https://www.facebook.com/Charity-in-the-world-915781478471097/m



I runner della White Marble Marathon 2017 regalano un pozzo al Togo

White Marble Matahon, non solo corsa, ma anche solidariet.
Grazie alla prima edizione della maratona di Massa-Carrara del febbraio 2017, organizzata dall'ultramaratoneta Paolo Barghini, la onlus "Charity in the world" ha potuto realizzare un pozzo d'acqua in Togo attraverso il ricavo della caparra di cinque euro versata per i microchip che i runner hanno utilizzato per cronometrare la loro performance.
Raggiunto inoltre l'obbiettivo di donare un'auto alla pubblica assistenza.